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Punto&aCapo - INDICE estratto dal n.6/2008
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Mostro'
cio' Sarto e stilista, così si diceva in giro…almeno apparentemente questa era la sua “missione”. Nella sua “azienda”, tenendo conto del periodo, non si vedevano mai arrivare stoffe nuove da trasformare in eleganti vestiti. Sul suo tavolo da lavoro si notava frequentemente in bella mostra un vestito usato e consumato. Abito che qualcuno voleva che fosse rivoltato per poi farne dono al proprio figlio o figlia, oppure c'era un vestito, sempre già usato, che dal fratello maggiore doveva passare al minore, quindi, doveva essere rimpicciolito…tagghia tagghia accurcia accurcia… Erano tempi difficili e non si buttava mai nulla, figuratevi meno che mai un vestito che doveva durare fino al massimo possibile…fino a che non si disfaceva...non era spaciutu…fino alla disintegrazione totale della stoffa…fino all’impossibile…infatti non esisteva come oggi u mercatinu do venneri e l’usatu… Lavoro, quindi, nell'azienda ‘e mastru Micu, detto Micu Micuzzu, non ce n’era tanto e ciò costringeva il poveretto a “tirare la carretta” come meglio poteva…i guadagni non bastavano mai, non erano sufficienti alle necessità della sua famiglia…non riusciva mai a soddisfare tutti i suoi figli come avrebbe desiderato. Ma un giorno arrivò anche per la sua casa un soffio di benessere…un momento di luce: il figlio più grande era andato in America e da lì ogni tanto spediva qualche dollaro, così come inviava continuamente pacchi di abiti o abbigliamento in generale. Questo figlio così affezionato sapeva bene che suo padre desiderava tanto un impermeabile o, per essere più precisi, un loden…che riscaldasse e riparasse Micu Micuzzu dalle intemperie. Girando per le strade di Nuva Yorcu…New York…aveva trovato in una specie di super mercato comunemente chiamato “All 5”…tuttu a cincu, perché tutti gli articoli venduti in questi locali costavano cinque dollari, un capo che poteva andare per il suo papà. Era fatto di una cerata impermeabile così rigida ca stava sulu derittu comu nu cristianu…che poteva rimanere in piedi da solo come un essere umano generalmente fa. Micuzzu ricevette il pacco quasi alla fine di giugno e grande fu la sua contentezza quando notò cosa c’era all’interno del pacco…questa felicità però fu frenata dal fatto che era estate e difficilmente avrebbe potuto sfoggiare quel rigido abito…Micu in cuor suo però non disperava. Qualche temporale, prima o poi, si sarebbe verificato anche perché nella torrida stagione a volte succede. Ogni tanto una voglia irrefrenabile lo assaliva ma lui, imperterrito e incurante del caldo afoso e soffocante, si piazzava addosso quella tremenda corazza verde. Sotto quella “tenda da campeggio” sudava come se fosse dentro la sauna di un istituto di bellezza…passeggiava…girava…rigirava ….volteggiava…comu na fimmana…comu na ballerina e teatru…classico: il suo laboratorio…la sua galleria d’arte....ecc.ecc.. [Rocco Jenco]
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