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Punto&aCapo - INDICE estratto dal n.11/2007
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Il
Tesoro di pietra
Generalmente tutti i tesori avvolti dal mistero come ad esempio quello di Alarico il Re dei Goti, quello dei faraoni, quello di Ali Babà ecc. ecc., hanno sempre suscitato fantasie di ogni natura negli appassionati e non. Merita di essere conosciuta anche la storia del “tesoro di pietra”, storia realmente accaduta in Calabria. Era il mese di gennaio e, percorrendo la tirrenica in direzione Reggio, si potevano ammirare numerosi aranceti che da lontano apparivano come un mare colorato di arancio e d’oro (ai tempi d’oggi quest’effetto è minore…ricordate la storia del quinto centro siderurgico costruito in Brasile anzicchè in quella zona?...ma questa è un’altra storia però!). Erano i tempi della guerra e capitava spesso di saltare i pasti. Il nostro protagonista “Peppe da ‘rangara” viveva in quei luoghi e una mattina come al solito uscì di casa con un pensiero fisso. Pensiero che gli veniva proposto dai gorgoglii del suo stomaco sempre in protesta che reclamava qualcosa…ma che cosa?...non si sapeva…subito…ma reclamava. Il nostro eroe avrebbe preferito mangiare qualcosa di sostanzioso unito a qualcosa di morbido e profumato, come ad esempio nu morzu e pana cu salama o nu morzu e pana cu pecurinu. Solo tale tipo di companatico avrebbe del resto favorito l’esercizio del masticare, utile pure “alla circolazione del viso”. Per tutte queste ragioni aveva un'aria molto preoccupata e scendeva fischiettando giù per la strada principale del paese, sperando che nessuno capisse...ecc.ecc.. [Rocco Jenco]
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