il canto e la storia

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 Punto&aCapo - INDICE

estratto dal n.10/2007


 

  

 Avvocato del gatto
Cu u culu ruttu e senza cerasi

L’avvocato del gatto

Cu u culu ruttu e senza cerasi... (scusate il motto)

 

C’era una volta un tale soprannominato nel proprio paese “Pistuni” per via dell’aspetto fisico piuttosto robusto e perché in tutti i suoi discorsi, a parte il fatto che si dondolava come un orso, sapeva trovare l'inizio e lo svolgimento, ma difficilmente riusciva a creare un finale credibile. Infatti quando era in difficoltà cominciava a gesticolare muovendo all’impazzata quelle grosse braccia tanto che bisognava prendere le distanze, altrimenti ti poteva arrivare involontariamente “nu buffettuni” da quelle grandi mani un po’ callose e allo stesso tempo di palmo molto estese.

Era come Omero nel nostro mondo…Quando cominciava a cantare le gesta del suo passato, momento dopo momento, episodio dopo episodio, se si faceva il conto, si poteva arrivare facilmente al totale di circa centocinquanta anni mentre lui ne aveva appena cinquanta.

Se poi quando era incravattato, beveva qualche bicchiere di vino di quello della “giacchetta”, si aggiudicava gesta eroiche compiute durante guerre svoltesi in periodi quando ancora lui poteva essere al massimo “attaccatu a la minna e mammasa” oppure non essere nato... Però, diciamolo subito, era un uomo buono e gentile, non avrebbe fatto del male neanche a una mosca e per di più contribuiva a tenere allegro quel paesino della costa calabra con le sue “palle” e le sue teatrali buffonate.

Un giorno, in casa del “Pistuni” c'era aria di battaglia fra lui e la moglie detta “Cacasicca” e la causa era la seguente: una grossa gatta nera entrata dalla finestra aveva rubato più di mezzo chilo di pesce “stocco” acquistato dopo tanto desiderio. Lui “u Pistuni” l’aveva ammirato con tanto amore, gonfiarsi giorno dopo giorno, nella propria bacinella nel bagno. Arrivato il gran giorno che poteva finalmente godere dello stocco con patate e olive nere raccolte anche queste con grande amore e devozione, aveva trovato invece il vuoto, la tragedia, cioè era sparito “u pisci stoccu”....ecc.ecc.. [Rocco Jenco]