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Punto&aCapo - INDICE estratto dal n.5/2007
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Il cane di San Rocco u cana e Santu Roccu si vitta nescira fora! Ricchj e ciucciu aveva dodici anni…ma non era tantu ciucciu…
Questa storia è realmente accaduta. Racconta di una persona che, all’età di 12 anni, ne combinò di tutti i colori, di cotte e di crude, stranamente però gli andavano a finire tutte bene. Questa del “cane di San Rocco” è proprio sua, fu l’ultima, prima di andarsene dal suo paese. I ragazzi di una volta, non avevano ovviamente gli svaghi che ci sono ai tempi d’oggi ed uno dei più innocenti era quello di poter suonare le campane; ma per poterlo fare bisognava da un lato, non assentarsi mai dal catechismo e dall’altro entrare nelle grazie del parroco perché era quest’ultimo a decidere quale artista di elevato talento potesse “tirare la corda” per far suonare le campane. Ricchj e ciucciu era il giusto soprannome di questo personaggio che aveva due orecchie a sventola tali che la gente lo aveva denominato così. Ricchj e ciucciu viveva con una zia, dato che era orfano di tutte e due i genitori, e doveva lavorare per vivere. Questa sua parente, in seguito ai molti guai combinati, gli aveva tirato così tante volte le orecchie che si erano allungate vistosamente. Però questo baldo “giovanottino” a torto o a ragione, non perdendo neanche una lezione di catechismo e imparando a memoria tutto ciò che il parroco gli assegnava per compiti era diventato il campanaro quasi esclusivo del paese, con grande invidia da parte dei compagni... ecc.ecc.. [Rocco Jenco] |
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