Murat

Murat


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Correva Gioacchino Murat "spiaggia spiaggia",

lanciava i gioielli che aveva addosso,

sperando di rallentare la corsa dei suoi inseguitori,

ma nessuno si fermo' . . . !

 

Le vicende che lo portarono incontro al suo destino vengono messe in evidenza attraverso un testo narrato e un testo cantato, uno la continuazione dell'altro, che si susseguono in modo concatenato sino alla fine in una sequenza di tre temi musicali ed un finale.

 

    Gioacchino lasciò un capitale d'umanita' e di sentimenti : la sua vita fu ispirata dalla contraddizione tra "Monarchia" e "Rivoluzione" che animava il suo animo.

 

. . . il popolo gia' amava Ferdinando "Re Nasone e Lazzarone" che parlava il dialetto napoletano e preferiva la servitu' ai cortigiani, almeno in apparenza . . .

 

. . . correva Gioacchino lanciando i gioielli che aveva addosso, sperando di rallentare la corsa dei suoi inseguitori, ma nessuno lascio' perdere e continuarono ad inseguirlo finche' non cadde a terra quiando il suo piede inciampo' in una rete da pesca adagiata sul terreno, "malasorte !"

 

...il cuore si strinse a Gioacchino!

cosi' avrebbe scritto Alessandro Manzoni
vissuto in quei tempi.

 

Il 13 ottobre 1815 Gioacchino Murat venne fucilato nel castello di Pizzo, ma prima di morire lo stesso scrisse le sue ultime volonta' e chiese gentilmente ai soldati del plotone d'esecuzione che . . .

Fratello Ciccio lo paolano

 San Francesco
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Vi racconto e vi canto

calabrese fu il santo,

eremita e penitente

questo fu per la sua gente.

Quando stese il suo mantello,

come fosse un battello,

fece piano questo mare

e cominciò a navigare.

 

Era un secolo di tirannia e di avvilente silenzio, nobili e ricchi vivevano impuniti decidendo la vita e la morte della povera gente.

 

Il 27 marzo del 1416 si narra che una fiamma misteriosa spunto' all'improvviso nella notte, sopra il tetto della casa in un borgo di Paola.

Giacomo e Vienna, contadini semplici e umili, videro nascere il loro primo figlio dopo che per circa 15 anni non ne avevano avuti.

 

Avevano molto pregato San Francesco d’Assisi e fu per questo che chiamarono "Francesco" il loro primo genito.

 

Primo genito perché Francesco ebbe una sorella Brigida che a sua volta ebbe un figlio Nicola che il Santo di Paola salvò dalla morte.

 abate
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cosi' scrisse DANTE nella "Divina Commedia"

 

"lucemi dallato il calavrese abate Giovacchino,
di spirito profetico dotato."

(canto XII del Paradiso)

 

Questo calavrese abate essendo uomo

che non molto aveva acquistato di scienzia,

ebbe dono d’intelligenzia dallo Spirito Santo,

sicchè tutte le scuritadi de le Scritture manifestava.

 

Si racconta che Francesco d’Assisi,

nato circa 50 anni dopo Gioacchino da Fiore,

in seguito alla guerra di Assisi contro i perugini,

fu tatto prigioniero da questi ultimi.

 

Durante la prigionia si narra che legesse proprio un libello

dello stesso Gioacchino .

 

Il padre Mauro notaio di corte,

gli fece studiare latino.

 

Ma la voglia di viaggiare, scoprire,

e conoscere fece sì che....